Un’azienda è costituita da edifici, macchinari, attrezzature ma soprattutto da persone che sanno dare anche alle cose un’anima. Ecco perché credo che per conoscere le vicende di questa Distilleria occorra conoscere la storia delle persone che le hanno dato vita: i loro sogni, i loro pensieri, le loro azioni. La cronistoria scritta dal prof. Giordano Dellai, studioso e autori di diversi libri sul territorio vicentino, è stata tracciata con rigore filologico, partendo dai membri dell’attuale famiglia Poli e risalendo all’indietro di generazione in generazione, consultando archivi parrocchiali, notarili, d’estimo, reperendo e traducendo documenti antichi come solo un esperto paleografo può fare. Il risultato è la storia della famiglia Poli di Schiavon, ma è anche la storia di tante famiglie venete che si sono stabilite, nel tardo medioevo, sull’altopiano di Asiago per disboscare e coltivare la terra. Famiglie che verso la fine dell’Ottocento sono scese in pianura, dove era più facile condurre un’attività produttiva e commerciale. Poli segue fermamente la tradizione, ma risulta una distilleria moderna per la freschezza e soprattutto la velocità con cui lavora le vinacce provenienti dalla Pedemontana Veneta Il tocco artigianale e di pura dedizione per il proprio lavoro emerge guardando alle tecniche di produzione: nel corso del tempo i discendenti hanno migliorato e moltiplicato i propri alambicchi, scrivendo capitoli importanti della storia della distillazione. Passando nel 1898 da una produzione casalinga a una più strutturata, la distilleria è ora una tra le più note e apprezzate, un simbolo della tradizione italiana della grappa.

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